Non hai paura di fallire, hai paura di quello che il fallimento direbbe di te
Quello che ti ferma non è quasi mai il fallimento in sé. È quello che credi dimostrerebbe su di te. Il dodicesimo permesso del Kalisme non ti chiede di credere nelle tue possibilità, ti chiede di separare il tentativo dal tuo verdetto, che è un lavoro molto più abbordabile.
Non è il risultato, è la sentenza
Guarda un tentativo che hai rimandato. Lo scenario peggiore non è quasi mai concreto: non è la perdita di denaro, né il tempo buttato, né la difficoltà pratica. È una frase, del tipo «allora è proprio vero, non ne sono capace». Il tentativo non è una prova, è un processo di cui temi il giudizio.
Da qui il calcolo strano che fa la maggior parte delle persone, spesso senza saperlo: non provare preserva la possibilità. Finché non hai tentato, puoi ancora essere qualcuno che ce l’avrebbe fatta. È comodo, e costa molto: scambi una vita con un’ipotesi.
Il fallimento non dimostra quello che credi
Un tentativo andato male informa sul tentativo, non sulla persona. Dice che quell’approccio, in quelle condizioni, con quei mezzi, non ha funzionato. Non dice niente di più, e soprattutto niente di definitivo. La conclusione generale la aggiungiamo noi, e la aggiungiamo quasi sempre.
C’è anche un pregiudizio di cui nessuno parla: degli altri vedi solo i tentativi riusciti. I loro tentativi abbandonati non hanno lasciato traccia, il che rende la loro traiettoria molto più diritta di quanto sia stata. Confrontare il tuo primo tentativo con la loro versione pubblicata è un confronto truccato, lo stesso del secondo permesso.
Cosa chiede il Kalisme, e cosa non chiede
Il dodicesimo permesso si scrive «Puoi provarci senza garanzie». Non chiede fiducia, né ottimismo, né di credere che funzionerà. Chiede una cosa più modesta e più sostenibile: non lasciare che un verdetto immaginario impedisca un tentativo reale.
Questo principio appartiene alla Libertà di essere, là dove portano i due pilastri del Kalisme, e lavora insieme al quinto, «Puoi smettere di dimostrare quanto vali». Non è un caso: finché il tuo valore è in gioco a ogni tentativo, provare costa troppo per essere frequente. Togliere il tuo valore dalla posta è ciò che rende possibile il tentativo, non il contrario.
Il Kalisme è una filosofia pratica e laica. Non promette nessuna riuscita e non dà valore al rischio in sé. Il manifesto «Il Kaliste» è del resto esplicito su questo punto: quando lo slancio vitale si spegne, non si tratta più di tentare la propria sorte, si tratta di essere accompagnati.
Tre gesti per abbassare la posta
Scrivi la frase che il fallimento pronuncerebbe. Per intero, così come si direbbe nella tua testa. Una volta scritta, chiediti se un amico che sbagliasse lo stesso tentativo meriterebbe quella frase. La risposta è no, ed è istruttiva.
Scegli un tentativo il cui fallimento non costi quasi niente. Non il più importante, il più piccolo. L’obiettivo non è riuscire, è verificare con l’esperienza che niente crolla quando non funziona.
Decidi in anticipo cosa imparerai. Un tentativo con un obiettivo di apprendimento scritto prima della partenza non può produrre un verdetto su di te: produce un’informazione. È lo stesso gesto del quaderno, applicato prima invece che dopo.
Cosa questo testo non fa
Questo testo parla di un blocco ordinario davanti al tentativo. Se la paura di fallire si accompagna a una paralisi che dura, a un’angoscia che non si solleva più o a una svalutazione permanente, non si tratta più di abbassare la posta, e nessun principio sostituirà il parere di un professionista della salute. Il Kalisme non è una cura. E non ti chiederà mai di tentare la sorte da uno stato in cui hai bisogno di essere accompagnato.
Questo testo si basa sul principio 12 del manifesto «Il Kaliste», approfondito nel libro Puoi provarci senza garanzie della Collection Kalisme.
Domande frequenti
Perché ho paura di fallire?
Perché non temi il risultato ma il verdetto che pronuncerebbe su di te. Finché il tentativo è un processo, non provare protegge la possibilità di avere avuto successo. È comodo e molto caro.
Come osare lanciarsi malgrado la paura?
Abbassando la posta invece di aumentare la fiducia. Scegli il tentativo il cui fallimento non costa quasi niente, e fissa in anticipo cosa ne imparerai. Un tentativo che produce un’informazione non può più produrre una sentenza.
Sbagliare vuol dire che non ne sono capace?
No. Un tentativo andato male informa su quell’approccio, in quelle condizioni, con quei mezzi. La conclusione generale sulla persona la aggiungiamo noi, e la aggiungiamo quasi sempre.
Cosa dice il Kalisme sul tentare?
Ne fa il suo dodicesimo permesso, «Puoi provarci senza garanzie», rivolto alla Libertà di essere. Non chiede né fiducia né ottimismo: soltanto di non lasciare che un verdetto immaginario impedisca un tentativo reale.
Per approfondire
Scegli il tentativo più piccolo della tua lista, quello il cui fallimento non costerebbe niente, e fallo questa settimana. La taglia è il punto, non l’ambizione.