La pace interiore non è uno stato da raggiungere, è ciò che resta quando togli
La pace interiore non è una cosa da conquistare, e nessuno la raggiunge definitivamente. È uno stato di fondo che compare quando ciò che ti tiene all’erta smette di esserci. L’undicesimo permesso del Kalisme la mette tra le cose che non si negoziano: puoi rifiutare ciò che ti toglie la pace.
Una definizione che regge senza mistero
La pace interiore è lo stato in cui non hai niente da sorvegliare. Né una minaccia da anticipare, né un conto da regolare, né un giudizio da precedere. Non presuppone né felicità né assenza di difficoltà: puoi essere in piena fase complicata e avere la testa calma, così come puoi avere una vita facile e vivere in allerta permanente.
Questa definizione ha un vantaggio: è verificabile. Non rimanda a nessuna esperienza rara e non chiede nessuna credenza. Sai benissimo riconoscere un momento in cui niente ti reclamava, perché quei momenti esistono già nella tua vita. La domanda non è come inventarli, è sapere cosa li impedisce.
La cerchiamo aggiungendo, arriva togliendo
Il riflesso abituale è accumulare: un metodo, un’applicazione, una routine del mattino, una pratica in più. Queste cose possono aiutare, ma raramente funzionano come si spera, perché si aggiungono a un peso senza ridurlo. Una testa già piena a cui si chiede una pratica quotidiana in più ha semplicemente un obbligo in più.
Quello che produce un effetto sono le sottrazioni: una relazione che si smette di subire, un’esigenza di perfezione che si abbandona, un confronto che si smette di alimentare, un passato che si smette di rimettere sotto processo. Ognuno di questi pesi tolto libera una parte di attenzione, e la pace interiore non è altro che quell’attenzione resa disponibile.
Cosa ne fa il Kalisme
L’undicesimo permesso si scrive «Puoi rifiutare ciò che ti toglie la pace». Non è decorativo: fa da arbitro. Quando una decisione ti fa guadagnare qualcosa e ti costa la tua tranquillità, questo principio dice che il conto è in perdita, qualunque sia il guadagno. È un principio di rinuncia, ed è questo a renderlo utile.
Si appoggia sui tre pilastri del Kalisme, in particolare la Libertà di essere: restare in pace suppone di non passare la vita a corrispondere a un’attesa. Il Kalisme è una filosofia pratica e laica. Non promette nessuna serenità e non appartiene a nessuna spiritualità: propone permessi ed esercizi, niente di più.
I tredici permessi funzionano del resto insieme. La pace interiore è meno un principio da lavorare per sé stesso che un risultato degli altri dodici, cosa che il manifesto «Il Kaliste» mostra meglio di un testo breve.
Tre gesti che tolgono un peso
Fai l’inventario di ciò che ti tiene all’erta. Scrivi ciò che, in questo momento, reclama una parte della tua vigilanza. Una decisione non presa, una conversazione evitata, una scadenza non guardata. La lista è quasi sempre più corta della sensazione.
Togli un peso, non aggiungere una pratica. Scegli un solo elemento di questa lista e risolvilo, oppure rinunciaci esplicitamente. Una cosa risolta fa più di un mese di metodo aggiunto sopra al resto.
Usa il principio come arbitro. Davanti a una scelta, chiedi quanto costa in tranquillità, non solo quanto rende. Questa domanda basta a scartare buona parte delle decisioni di cui ci si pente.
Cosa questo testo non fa
Se l’allerta permanente non cede mai, se l’angoscia si installa o se la tristezza non si solleva più, non si tratta più di pesi da togliere, e nessun principio sostituirà il parere di un professionista della salute. Il Kalisme non è una cura. Lavora su ciò che scegli di portare, che è un’altra cosa, e che non dispensa da nulla.
Questo testo si basa sul principio 11 del manifesto «Il Kaliste», approfondito nel libro Puoi rifiutare ciò che ti toglie la pace della Collection Kalisme.
Domande frequenti
Cos’è esattamente la pace interiore?
Lo stato in cui non hai niente da sorvegliare: né minacce da anticipare, né conti da regolare, né giudizi da precedere. Non presuppone né felicità né assenza di difficoltà, e si riconosce senza credenze particolari.
Come trovare la pace interiore ogni giorno?
Togliendo invece che aggiungendo. Una pratica in più si accumula su un peso rimasto uguale. Un peso tolto, invece, libera l’attenzione di cui la pace interiore è fatta: una relazione che si smette di subire, un’esigenza che si abbandona, un confronto che si interrompe.
La pace interiore è una nozione spirituale?
Non nel Kalisme, che è una filosofia pratica e laica. Nessuna promessa di salvezza, nessuna credenza richiesta. La tranquillità della mente vi è trattata come un criterio di decisione, non come uno stato mistico.
Cosa dice il Kalisme sulla tranquillità della mente?
Ne fa il suo undicesimo permesso: «Puoi rifiutare ciò che ti toglie la pace». Fa da arbitro: quando un guadagno ti costa la tranquillità, il conto è in perdita. Il manifesto «Il Kaliste» lo espone, e un intero libro della Collezione gli è dedicato.
Per approfondire
Scrivi le tre cose che ti tengono all’erta in questo momento. Risolvine una. È tutto quello che questo testo chiede.